vacanza a sant antioco
 
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L'isola di Sant'Antioco.
L'isola di Sant'Antioco che, con 108 Kmq di superficie è la settima per grandezza del Mediterraneo, la quarta d'Italia dopo Sicilia, Sardegna e isola d'Elba, la troviamo nel quadrante sud-occidentale della Sardegna. E' al centro del Sud-ovest sardo (a 90 km da Cagliari, a 120 da Oristano), la parte meno nota e affollata della Sardegna, e per più affascinante e con dai costi più contenuti.
Il Sud-ovest però non è meno bello di altre zone più famose; basti ricordare la vicina isola di San Pietro-Carloforte (a 15 minuti di traghetto), e, a sud: Portopino, Teulada, Nora, Chia, Pula, e, a nord: Nebida, Cala domestica, Buggerru, Piscinas e tante altre splendide località. A Sant'Antioco, l'omonimo centro (12.000 ab.), fondato nell'VIII sec. a.C. da mercanti fenici che le diedero il nome di Solki (i Romani la chiamarono Sulci), si trova sulla costa orientale; sulla costa nord-occidentale c'è Calasetta (3.000 ab.), il cui nome deriva da “cala di seta”, e fu fondata molto più tardi, nel XVIII secolo.
Ma la nostra è un'isola particolare, perché non ci si arriva con il traghetto, ma comodamente con la propria auto, percorrendo l'istmo artificiale di tre km costruito, in mezzo ad una splendida laguna chiusa dalla Sardegna e dall'isola di San Pietro (Carloforte), tanti secoli fa da Fenici e Romani che collegarono una serie di isolotti creati dai detriti del rio Palmas a un ponte (di epoca romana) che dava accesso alla città. In tempi recenti l'istmo è stato ricoperto da un'ampia strada e il ponte romano accuratamente ricostruito; nei pressi del porto è stato costruito un nuovo, grande ponte che, tagliando l'istmo e mettendo in comunicazione la laguna con il golfo di Palmas, permette al mare di bagnare Sant'Antioco da ogni lato.
Sicchè Sant'Antioco ha tutti i vantaggi dell'isola: tanto mare da ogni parte, una fresca e profumata brezza marina consente sempre e ovunque di sopportare la calura estiva, la possibilità di trovare spiagge riparate dal vento o ventose (se siamo amanti del surf), ma non gli svantaggi: per spostarsi non serve il traghetto con i suoi costi in tempo e denaro.
L'economia di Sant'Antioco è varia: attività portuale, produzione del sale, pesca, artigianato tessile, allevamento ovino, agricoltura (di grande pregio la produzione vinicola con il profumato vermentino e il corposo e ben strutturato carignano), turismo.
L'isola vanta un ricchissimo patrimonio archeologico, con un museo e una vasta necropoli (Tophet) a cielo aperto; secondo gli studiosi questo è il sito più importante del mondo per la civiltà fenicia di origine cartaginese (punica).
Sant'Antioco offre scogliere incontaminate a picco su un mare dai colori straordinari, dal blu notte al verde smeraldo, incantevoli spiagge bianche per una balneazione da mari tropicali e, per gli amici del mare e del vento, regate di vela latina nel periodo estivo, wind-surf, kite-surf, immersioni (in apnea e con le bombole) e pesca subacquea tutto l'anno.
L'accesso alle spiagge (fra calette e spiagge più o meno grandi se ne contano una decina) è ovunque gratuito ed è consentito portare sdraio e ombrellone; durante il periodo estivo nelle principali spiagge la balneazione è garantita da un servizio di salvataggio, ed è anche possibile affittare sdraio e ombrellone, pedalò, barche e gommoni; vi sono servizi e bar dove si può fare una buona colazione per una giornata “tutta mare”.
C'è poi una grande cucina legata alla terra e alla tradizione contadina basata su pasta fatta in casa (ravioli, gnocchetti e culurgioni), carni squisite (ovine e suine), ricotta ovina e grandi formaggi (pecorini freschi e stagionati e caprini) e una cucina ancora più stuzzicante, tutta “di mare”, del nostro mare che ci fornisce ogni giorno (e a prezzi contenuti) pesce freschissimo (orate, spigole, zuppa), molluschi e crostacei (famose sono le aragoste di Sant'Antioco). Particolarmente apprezzati sono i prodotti tipici sardi, quali la bottarga di uova di tonno e di muggine, (divenuta un must della cucina internazionale) servita come antipasto o grattugiata sulla pasta, il musciame (filetto) di tonno, il pane carasau (“carta da musica”), il pane guttiau, il liquore di mirto.
A Sant'Antioco abbiamo due supermercati grandi, molto ben forniti (con banchi di frutta e verdura, di carne, di pesce e di cibi già pronti) e quattro medio-piccoli; sicchè è possibile fare la spesa in pochi minuti, trovando fra gli scaffali i prodotti preferiti.
Il traffico, data la grande estensione dell'isola e la notevole distanza fra una spiaggia e l'altra, è di dimensioni assai ridotte; anche nel mese di agosto è possibile spostarsi da un capo all'altro dell'isola in pochi minuti.
foto di s.antioco Foto dell'isola   Spiagge e scogliere Spiagge e scogliere   mappa di s.antioco Mappa di Sant'Antioco   Surf & Kite

La città.
La cittadina sorge sulle rovine dell'antica città fenicia di Solki specchiandosi nelle acque di una grande laguna che quando il mare è calmo determina uno straordinario effetto scenografico. L'abitato, che dalle pendici di un colle degrada a ventaglio verso il mare seguendo la costa, ha l'aspetto tipico dei villaggi di pescatori: case basse e variopinte, tetti di tegole rosse, strade strette e acciottolate nel centro storico.
Il porto industriale, costruito nel 1936 per l'esportazione del carbone del Sulcis, è oggi utilizzato quale porto turistico e per battelli da pesca.
Recentemente è stato costruito sul lungomare un attrezzato porto turistico con tutti i servizi, che può ospitare in acqua alcune centinaia di imbarcazioni (anche di notevoli dimensioni) e a terra offre il rimessaggio e la messa a punto dei motori e delle barche piccole.
Il centro urbano ospita importanti monumenti archeologici risalenti a epoche diverse.
L'istmo artificiale, opera dei coloni fenici, collega l'isola alla Sardegna, evitando a residenti e visitatori la noia di dover utilizzare il traghetto.
Lungo la statale che porta a Sant'Antioco, attraversando la laguna, si possono osservare due menhir del III millennio a.C.; all'ingresso del paese troviamo i resti della strada e del ponte romano a due arcate.
Altri monumenti di età romana sono: la fonte Is solus in Piazza Italia e il mausoleo funerario Sa Presonedda.
La basilica di Sant'Antioco martire, edificata nel XII sec. su una chiesa paleocristiana, conserva resti di pitture paleo-cristiane, le reliquie e la statua del santo. Dal suo interno si accede alle catacombe cristiane del II-IV d.C. Secondo la tradizione Sant'Antioco vi si rifugiò e vi morì prima di essere arrestato dai soldati romani durante la repressione dei cristiani.
Nella parte alta della città si trovano il Forte sabaudo eretto sul basamento di un nuraghe rimaneggiato in epoca punica, i resti fenicio-punici e romani, tra cui l'acropoli punica, un tempio romano, la necropoli punica e il tophet fenicio-punico(secc. IX-VII a.C.).

Ambiente e Territorio & opportunità di svago.
Ad est dell'istmo che unisce l'isola alla Sardegna, si trova il complesso lagunare: oltre 660 ettari tra la laguna di S.Caterina e le saline di S.Antioco.
Queste zone umide, silenziose e pressoché disabitate sono divenute da moltissimi anni, l'habitat ideale per fenicotteri, beccacce e aironi. Molti appassionati di birdwatching vengono da molto lontano per visitarle e scattare foto a questi meravigliosi uccelli.
I fondali marini sono vari per profondità e habitat, si va dai fondali sabbiosi, bassi e ricchi di anguille, triglie, muggini, spigole e molluschi agli spettacolari fondali rocciosi (per sub più abili) disseminati di secche più o meno profonde che offrono prede impegnative, quali murene, gronghi, saraghi e cernie. Comunque nella costa occidentale dell'isola anche il sub meno preparato, con maschera e pinne, trova fondali molto belli dove, a modeste profondità, è possibile ammirare la fauna mediterranea.
Nell'isola esistono diverse strutture specializzate nel diving, immersioni ARA e in apnea ed escursioni personalizzate. Per gli appassionati di pesca con la canna il porto offre la possibilità (usando esca viva) di catturare grosse prede, in particolare spigole e ricciole che possono superare i 10 kg ..
Ma a coloro che non praticano la pesca va subito detto che al porticciolo turistico è possibile ogni giorno acquistare a prezzi molto ragionevoli dai pescatori il pesce appena pescato da cucinare a casa. Oppure, con i piccoli battelli della “pesca turismo”, passare un'intera giornata in barca con i pescatori che, prima salperanno le reti (il pesce pescato verrà cucinato a bordo), e poi vi faranno fare un giro delle coste più belle e tranquille (quel giorno) per il bagno.
La campagna dell'isola è molto bella ed offre al turista la possibilità di acquistare dell'ottima frutta direttamente dai produttori.
Le nostre ville di campagna (non lontane dal mare), ricche di vegetazione mista alla macchia mediterranea, sono abitate da piccoli ospiti che ormai raramente è dato di vedere allo stato selvatico: ricci, pernici, conigli, lepri e qualche volpe; per i bambini dei nostri turisti vedere gli animali liberi è un'esperienza che non dimenticheranno. E' questa un'altra testimonianza della salubrità e dell'integrità dell'ambiente naturale di Sant'Antioco.
foto della fauna di s.antioco Fauna dell'isola


La storia.
Nell'isola sono stati trovati reperti archeologici che testimoniano la presenza dell'uomo già nel 3000 a .C.
Ma la "vera" storia di Sant'Antioco ha inizio nell'VIII sec. a.C. quando coloni fenici fondarono la città di Solki facendo dell'isola un importante centro commerciale.
La tranquilla vita della cittadina fenicia nel VI sec. venne sconvolta dalla conquista dei Cartaginesi. Solki assunse il ruolo di caposaldo punico in Sardegna, tanto che Annibale, nel 258 a .C., scelse il porto antiochense come base della sua flotta. Divenuta romana alla fine del III sec.a.C., prese il nome di Sulci, ma conservò la lingua semitica e il culto degli dei orientali. La cittadina ebbe fortuna anche nel periodo imperiale; nel I sec.d.C., infatti, fu elevata alla condizione di municipium.
Al II sec. d.C. si fa risalire l'arrivo nell'isola, dall'Africa, del medico cristiano Antioco; sotto l' imperatore Adriano, Antioco fu martirizzato e in seguito proclamato santo.
Da lui prendono il nome la cittadina e l'isola. In età bizantina (705 d.C.) ci fu il saccheggio di Sulci da parte del califfo egiziano Abd-Al-Aziz.
L'isola e la città godettero di una certa prosperità durante l'epoca medievale finché iniziò la fase del declino sotto gli Spagnoli.
In conseguenza di ciò fino al XVII sec. l'isola si spopolò, finchè con il passaggio della Sardegna ai Savoia furono intrapresi dei tentativi di colonizzazione dell'isola dall'esterno. Ebbe successo il trasferimento di profughi di origine ligure dalla città tunisina di Tabarqa a Carloforte (sulla vicina isola di S. Pietro), e a Calasetta, a nord di S. Antioco.

L’artigianato
Le tradizioni artigianali di S.Antioco sono varie: l'essicazione dei giunchi per i cesti, l'intarsio del legno, la tessitura di tappeti e arazzi. Ma soprattutto rimane viva ancora oggi, grazie alla maestria di alcune artigiane antiochensi, la tecnica della lavorazione del bisso o seta marina: un pregiato e raro tessuto color rame realizzato con i filamenti di una conchiglia triangolare bivalve, la pinna nobilis.
Da vedere:
  • Museo civico archeologico
  • Museo Etnografico Su magasinu e su binu
  • Basilica di Sant'Antioco Martire e catacombe
  • Necropoli punico-romana
  • Tophet punico
  • Mausoleo funerario Sa Presonedda
  • Forte Sabaudo Su Pisu
  • Il porto turistico
Feste Quindici giorni dopo Pasqua si svolge la sagra del patrono Sant’Antioco, con la sfilata di gruppi folcloristici provenienti da tutta la Sardegna. E' la più antica festa dell'isola. Dura 5 giorni circa. Informazioni turistiche - Come arrivare: da Cagliari: si segue la SS 130 per Iglesias quindi si prosegue sulla SS 126 per Carbonia - San Giovanni Suergiu fino a S.Antioco. Traghetti auto da Calasetta (a 8 km) per Carloforte (in 30 minuti; 6-7 corse giornaliere).